Il 6 giugno le cooperative «La Rosa Canina» di Montebelluna e «Sonda» di Altivole, rappresentate dalla dottoressa Giulia Baggio, hanno partecipato alla 4^ edizione del «Premio Innovazione in psicologia», promosso dall’Ordine degli Psicologi del Veneto; lo scopo è di diffondere e dare ampia visibilità ai progetti vincitori sostenendoli con un incentivo economico. L’evento si è svolto nel suggestivo Orto Botanico di Padova. Degli oltre cento progetti inviati, solo 12 sono arrivati in finale e quello di Giulia, intitolato «La Rete: da mezzo a obiettivo per l’inclusione lavorativa di persone con disabilità», è risultato il migliore nella categoria «Psicologia del lavoro, delle organizzazioni e delle risorse umane».

Come spiega la giovane ricercatrice di Castelfranco, l’idea è stata di proporre qualcosa di innovativo per aiutare le persone con disabilità nel passaggio dall’uscita dai centri occupazionali, diurni o residenziali fino al’ingresso nel mondo del lavoro. «Vorremmo sfruttare le potenzialità della tecnologia per incrociare meglio e nel modo più preciso possibili i dati che riguardano le persone e le aziende, per trovare le combinazioni migliori. Abbiamo una banca dati di circa 500 persone del nostro territorio (l’ex distretto di Asolo, Montebelluna e Castelfranco) a cui aggiungeremo anche quella relativa alle aziende. Il 26 e 27 giugno saremo a Roma al Centro Semeion, dove si trovano computer in grado di elaborare le informazioni che via via inseriremo. Le reti neurali, su cui si basa il sistema, vanno infatti istruite  per poter avere le migliori indicazioni: l’obiettivo è facilitare le persone ad inserirsi nell’ambiente lavorativo più adatto alle loro caratteristiche ed aiutare le ditte ad assolvere agli obblighi della Legge 68/99, sull’assunzione di  appartenenti alle categorie protette (persone con disabilità fisica, psichica, intellettiva o cognitiva)».

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Giulia Baggio, 28 anni, si è laureata in psicologia a Padova nel 2015 con una tesi sulle psicologie delle decisioni, ovvero su come le persone sono portate o non portate a donare soldi per una buona causa. A proposito della vittoria nel bando regionale, che le ha fruttato 2500 euro, aggiunge: «Non ho lavorato da sola a questo progetto, ma insieme agli operatori delle cooperative Rosa Canina e Sonda, del servizio disabilità dell’Ulss 2 e del Centro ricerche Semeion di Roma, guidato dal professor Paolo Massimo Buscema. L’idea è nata dopo un workshop formazione a fine febbraio e dal percorso professionale che già stavo portando avanti da circa anno in appoggio al Sil, Servizio Inserimento Lavorativo dell’azienda sanitaria. Ad aprile abbiamo letto di questo bando di concorso e abbiamo deciso di partecipare».

L’obiettivo del progetto è di creare uno strumento di valutazione e di previsione degli esiti per l’ingresso nel mondo del lavoro di persone con disabilità. Questo strumento di «profilaggio» consentirebbe di prevedere il corretto o errato esito di un inserimento. La creazione e l’analisi dei profili, svolta mediante l’innovativo sistema delle reti neurali, permetterebbe di minimizzare i tentativi di inserimento di una persona in realtà aziendali non compatibili con i suoi limiti.
«Ogni soggetto è una risorsa per la comunità» ricorda Renato Cima, presidente della Rosa Canina, cooperativa che ha appena festeggiato i 30 anni di attività. Nata a Volpago nel 1989, era partita come centro di lavoro guidato; si era poi trasferita a Guarda, arrivando nel 2017 nella nuova sede di via Feltrina Sud, in seguito ad una donazione. Ad oggi ospita 25 utenti.