Le colline del Prosecco sono patrimonio dell’Umanità.Oggi pomeriggio, domenica 7 luglio, è arrivato il verdetto da Baku, Azerbaijan, dove si è riunita la 43esima sessione dell’Unesco. Una delibera unanime, una promozione a pieni voti da parte dei 21 Stati membri del World heritage committee (Whc). Una candidatura, dunque, di altissima qualità. “Numeri uno, numeri uno, numeri uno. Abbiamo avuto l’iscrizione a patrimonio dell’Umanità, l’unanimità con i complimenti, e il bacio in fronte”, è stato il primo commento a caldo di un entusiasta governatore del Veneto, Luca Zaia, abbracciato al ministro per l’Agricoltura Gian Marco Centinaio che gli ha fatto eco con un: “Grandissimi, grandissimi”.  Tutti positivi gli interventi dei 21 membri del Comitato e unanimi sono stati i complimenti per la qualità del dossier. “Dopo 10 anni si realizza un sogno”, ha aggiunto Zaia. Le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono da oggi il 55esimo sito italiano protetto dall’Organizzazione mondiale delle Nazioni Unite per la cultura. Una zona di 97 chilometri quadrati di vigneti e borghi sulla Sinistra Piave, compresa tra i due maggiori Comuni di Valdobbiadene e Conegliano. L’Unesco ora tutela 1093 luoghi considerati “unici” nel loro genere, in 167 Paesi, e tra questi luoghi ci sono anche le colline trevigiane.

Sul suo profilo pubblico Luca Zaia ha espresso tutta la sua soddisfazione per il grande risultato ottenuto: “Ci avevamo creduto sin dall’inizio, dieci anni fa, quando demmo avvio al percorso per candidare questa porzione così unica e particolare del territorio veneto a patrimonio dell’umanità e ora, grazie anche agli approfondimenti richiesti da Icomos, siamo riusciti a portare la palla in meta.
Il riconoscimento del massimo organismo mondiale per la tutela dei beni culturali consacra il lavoro di un intero territorio, il laborioso gioco di squadra, creato tra istituzioni, esperti, produttori e abitanti, per identificare e far apprezzare al mondo intero identità, valori e caratteristiche di un paesaggio plasmato dall’attività agricola e che si è conservato integro e autentico attraverso i secoli. Aver realizzato questo sogno, e averlo fatto insieme, esalta la gioia della vittoria.

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L’iscrizione delle colline del Prosecco nell’esclusivo registro dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura significa promuovere a livello internazionale un microcosmo fatto di natura e di cultura, di attività rurali e di insediamenti storici che hanno plasmato in modo originale e inconfondibile i rilievi della Sinistra Piave. Il blasone Unesco consacra la particolare conformazione geomorfologica delle nostre colline e il ricamo di coltivazioni vitate, di ciglioni erbosi e terrazzamenti creato nei secoli dal lavoro di agricoltori eroici. D’ora in poi istituzioni, imprenditori e abitanti saranno ancor più impegnati nel conservare l’integrità di questo habitat, salvaguardandone la biodiversità e sviluppando le potenzialità attrattive”.