Ieri sera a Onigo di Pederobba, nella palestra comunale, si è tenuta un’affollatissima assemblea indetta dal coordinamento Don Torta sul tema indennizzo truffati delle banche popolari venete. Tra speranze e difficoltà gli associati continuano la loro lotta. Alla riunione per il Fir- Fondo Indennizzo Risparmiatori- si è spiegato come la nuova legge intenda indennizzare i risparmiatori. Durante la serata si sono susseguiti gli interventi degli avvocati Andrea Arman, Luigi Fadalti, Paolo Polato e del parroco don Enrico Torta.

Proprio nelle stesse ore dell’incontro a Onigo, il ministro dell’Economia Tria ha sottoscritto anche il secondo decreto attuativo del Fir. Ora quindi mancherebbe l’ultima firma per quel decreto che renderà attivo il fondo da 1,5 miliardi e darà il via alle richieste di indennizzo da parte dei risparmiatori truffati. Alessio Villarosa, il pentastellato sottosegretario all’Economia, ha confermato con successo che è stato fatto anche questo secondo decreto, nonostante fosse stato disperato da molti. Dal 26 luglio si potranno presentare le domande al Consap, il cui sito è già attivo per tutte le informazioni inerenti ai rimborsi. La commissione tecnica, nominata ieri nei suoi componenti con il decreto, che ha chiarito la durata delle cariche e anche i relativi compensi, avrà il compito di analizzare e autorizzare gli indennizzi alle “vittime” dei crac delle ex banche popolari venete.

I truffati delle ex popolari si sono incontrati ancora

Erano 450 circa i presenti ieri sera: il massimo di capienza del locale. La serata è stata aperta da Walter Baseggio che ha poi dato la parola al sindaco di Pederobba Marco Turato e al sindaco di Cornuda Claudio Sartor, i quali hanno confermato la vicinanza e l’impegno delle rispettive amministrazioni ed esortato i risparmiatori a continuare nella mobilitazione per ottenere le necessarie migliorie alla legge. E’ poi intervenuto il presidente del Coordinamento Andrea Arman il quale ha affrontato alcune evidenti  criticità della nuova legge, ma ha anche evidenziato che, comunque, questa legge, pur lontana dalle promesse della politica e dalle aspettative dei risparmiatori, è decisamente migliore della legge varata dal Governo Gentiloni e nota come legge Baretta, Puppato, Santini. Ha poi letto un comunicato del consigliere regionale M5S Jacopo Berti il quale ha elogiato l’azione del Coordinamento don Torta e manifestato il proprio impegno per ottenere il miglioramento della legge sui punti fondamentali dell’allargamento a 200mila euro del tetto di patrimonio mobiliare che consente l’accesso alla procedura di indennizzo automatica e sulla necessità di integrare la norma con il riconoscimento della rivalutazione monetaria sul costo di acquisto delle azioni. Arman esponeva che il buon risultato ottenuto con la legge Fir è stato il frutto dei quattro anni di lotta quotidiana condotta in prima fila dal Coordinamento don Torta che si è battuto sul fronte sociale e politico con coerenza e fermezza nell’interesse esclusivo dei risparmiatori. Ha anche evidenziato la necessità di non rilassarsi e di continuare a farsi sentire e spingere sui politici  perché la legge deve essere migliorata e applicata secondo la volontà  autentica del legislatore di effettivo aiuto ai risparmiatori, evidenziando il rischio, poi ben esposto dai successivi relatori, che le tante espressioni poco chiare ed atecniche contenute nella  legge possano essere sfruttate, in sede di applicazione della stessa, attraverso una lettura rigorosamente formale, per bloccare o rallentare l’erogazione dell’indennizzo.

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La parola è poi passata a Luigi Fadalti che ha illustrato la procedura per l’accesso al Fir approfondendo criticità della norma ed evidenziando che, purtroppo, la stessa manifesta anche possibili contrasti con la  Carta Costituzionale. Ha poi informato della propria disponibilità a seguire la pratica di accesso al Fir per i risparmiatori ad un costo fisso pari al rimborso delle spese.

Paolo Polato ha ulteriormente approfondito la difficoltà di reperimento della documentazione necessaria alla domanda di accesso al Fir e delle autenticazioni di alcuni documenti necessari e sul costo delle stesse, un costo che sarebbe stato oltremodo opportuno che il Governo avesse evitato di porre a carico dei risparmiatori.  Anch’egli si è dichiarato disponibile a seguire i risparmiatori nella procedura di accesso al Fir.

E’ poi intervenuto Gianni Miazzo che ha portato i saluti dell’”Associazione soci banche popolari.”

Don Enrico Torta si è soffermato sul valore civico e morale della battaglia condotta dai risparmiatori che, sorprendendo i più, sono ancora ben organizzati e determinati dopo quattro anni di logorante confronto con lo sdrucciolo mondo della politica e con le forti ed organizzate forze della finanza e dell’alta burocrazia. Nel dibattito con il pubblico presente, durato oltre un’ora, sono emerse delusione e preoccupazione ma anche forte volontà di continuare nella mobilitazione affinché finalmente si arrivi a quella verità e giustizia di cui tutti sentono l’irrinunciabile bisogno. La serata si è conclusa verso le 23 con le beneaguranti parole di don Enrico Torta.