Oggi giornata nazionale dell’incontinenza.  “Voglio sottolineare che Giulio Santoro, coordinatore della Rete Aziendale dei Centri per l’Incontinenza e Stomie dell’Ulss 2, è stato l’unico specialista in Italia chiamato ieri a relazionare al Ministero della Salute, in presenza del ministro Grillo e del Presidente della XII Commissione Sanità, Senatore Sileri, in occasione della presentazione della Giornata Nazionale della Prevenzione e della Cura della Incontinenza e della World Continence Week. L’Ulss 2 Marca Trevigiana ha già attuato la Rete Aziendale dei Centri della Incontinenza e Stomie ed è stata definita, al termine della relazione del dr. Santoro,  azienda virtuosa ed esempio di best practice”. Con queste parole di soddisfazione Francesco Benazzi, direttore generale dell’Ulss 2 Marca trevigiana, accoglie quella che è stata una vera e propria consacrazione del modello regionale su incontinenza e stomie, disturbi che in Veneto riguardano circa 600 mila persone e nella Marca trevigiana circa 80 mila.

Nel corso dell’incontro, organizzato dalla FAIS, Federazione Associazioni Incontinenti e Stomizzati, sono stati presentati i materiali informativi della campagna stampa e il video di sensibilizzazione oltre al progetto Hesperis, la prima piattaforma web che raccoglierà le esperienze delle persone che vivono l’incontinenza.

Santoro ha presentato la rete regionale del Veneto, un modello organizzativo che si propone di garantire la tempestiva presa in carico del paziente incontinente, adeguati livelli di cura mediante percorsi diagnostico-terapeutici multidisciplinari, equità a livello territoriale nelle condizioni di accesso e di fruizione dei servizi, nonché assicurare una risposta adeguata al fabbisogno regionale con un maggior controllo dell’appropriatezza prescrittiva ed erogativa. In particolare ha esordito descrivendo la dimensione del problema incontinenza, si è soffermato sull’impatto psicologico e sociale che tale problematica determina: “Voglio sottolineare che se esiste un metodo definito ottimanale a livello ministeriale lo dobbiamo alla tenacia e determinazione del nostro direttore generale e della Regione del Veneto capace di primeggiare in tempi brevissimi nella costruzione di una assistenza virtuosa su tutt’e tre i livelli previsti” sottolinea il dr. Santoro.

L’incontinenza è una patologia in grado di compromettere severamente la qualità di vita di chi ne è affetto, condizionandone la sfera familiare, relazionale e lavorativa. Nella maggior parte dei casi è vissuta con grande imbarazzo e come un tabù, portando molto spesso all’isolamento ed anche a forme di depressione le persone che ne soffrono. L’incontinenza è un problema sociale che riguarda una elevata percentuale della popolazione. A livello nazionale si stima che il problema colpisca il 3% della popolazione maschile ed il 20% di quella femminile nella fascia di età tra i 20 e gli 80 anni, numeri destinati ad aumentare con il progressivo invecchiamento della popolazione. Tali percentuali, inoltre, sottostimano il fenomeno, a causa dell’imbarazzo dei pazienti a riferire il disturbo. L’impatto economico della incontinenza sul Sistema Sanitario è rilevante: i dati evidenziano che il 64% della spesa per l’assistenza protesica è impiegata per l’acquisto di prodotti per assorbenza, cateteri, sacche. Da tale patologia si può guarire, mediante trattamenti riabilitativi, farmacologici o di chirurgia mini-invasiva, tuttavia solo lo 0.4% dei pazienti incontinenti si rivolge a cure specialistiche, anche per mancanza di una adeguata informazione.

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Per combattere tale problema, la giunta regionale del Veneto nel 2017 ha istituito la rete dei Centri per la prevenzione, diagnosi e cura dell’incontinenza. “Mettendo in rete le professionalità esistenti – sottolinea Santoro – si garantisce l’appropriatezza nell’erogazione delle prestazioni sanitarie, sia in termini di efficacia clinica sia in termini gestionali-organizzativi, a favore delle persone affette da tale condizione. L’efficacia clinica viene perseguita attraverso percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali condivisi sul territorio regionale, mentre l’adeguatezza sotto il profilo gestionale-organizzativo consente un corretto utilizzo delle risorse, bilanciando tempi di attesa e modalità di erogazione delle prestazioni in base al bisogno. Il modello della rete – prosegue – si basa su tre livelli di assistenza: il primo è rappresentato dai medici di medicina generale, che hanno un ruolo fondamentale nella intercettazione della patologia e nel fornire la assistenza primaria; il secondo livello,  presente in ogni Distretto, garantisce l’assistenza specialistica sia ambulatoriale che ospedaliera, attraverso un primo inquadramento diagnostico e l’attivazione di un iniziale percorso di cura; il terzo livello si realizza in centri di riferimento di alta specializzazione, dove si eseguono esami diagnostici ed interventi chirurgici di alta complessità. In fase di prima applicazione in Veneto sono stati identificati 5 Centri di Terzo Livello collocati negli Ospedali di Padova, Verona, Treviso, Mestre e Vicenza.