I dati sugli accertamenti dell’Arpav relativi alla Fonderia Corrà di Montebelluna hanno aperto una diatriba tra gli stessi proprietari dello stabilimento e il Comitato Aria Pulita che da tempo denuncia la situazione invivibile che si sarebbe venuta a creare in località Guarda a causa delle emissioni. Arpav, analizzando i rilevamenti, ha osservato gli effettivi sforamenti dai limiti previsti dalla legge. Tuttavia, evidentemente, le relazioni conclusive dell’ente hanno dato adito a diverse interpretazioni, tanto che la Provincia di Treviso, il Comune di Montebelluna e l’Arpav stessa di Treviso, sono intervenuti articoli apparsi nei giorni scorsi sui media e che hanno avuto come protagonisti il Comitato Aria Pulita, presieduto da Mattia Dall’Onore, e la Fonderia Corrà.

«Constatiamo con rammarico – si legge nel comunicato congiunto – che alcune affermazioni in essi contenute non corrispondono alla realtà. Occorre precisare – proseguono – che gli sforamenti accertati nel 2018 da Arpav riguardavano i composti organici volatili e il benzene, mentre risultavano entro i limiti stabiliti dall’Aia i valori rilevati per le diossine. Le difformità sono state prontamente comunicate da Arpav agli Enti competenti, i quali si sono attivati conseguentemente, imponendo alla ditta la presentazione un progetto di adeguamento alla Provincia che consentisse il rientro entro i limiti previsti dall’Aaia stessa. La ditta, a seguito di tale provvedimento, ha impegnato un investimento di circa 2 milioni di euro, necessario anche per garantire il rispetto dei limiti più restrittivi per le diossine a partire dal 1 gennaio 2019; ecco perché l’Aia di quest’anno prevede valori molto più bassi nelle emissioni tollerate».

Il Comune di Montebelluna ha chiesto e ottenuto dall’Arpav una campagna di monitoraggio, effettuata con un’apposita centralina, messa a disposizione dalla Regione Veneto, posizionata nel dicembre 2018 nelle vicinanze della ditta e in grado di rilevare un elevato spettro di sostanze inquinanti e rimarrà attiva a Montebelluna fino a giugno 2019.
«Si tratta di una campagna di rilevazioni e campionature – si legge nella nota – che mai era stata eseguita a Montebelluna e ha lo scopo di avere certezze sul rispetto dei valori di qualità dell’aria al fine di garantire sia la salute dei cittadini residenti sia quella dei lavoratori all’interno dell’impresa. Pertanto l’interrogativo del Comitato Aria Pulita su cosa stiano facendo gli enti locali, trova una risposta chiarissima: fanno il loro dovere fino in fondo e senza reticenze ed è bene precisare che tanto la Provincia quanto il Comune si sono mossi ben prima che giungessero segnalazioni sui disagi arrecati dall’attività produttiva. Ne è testimonianza – proseguono – il fatto che l’amministrazione Comunale si è fatta promotrice di specifici incontri con gli altri Enti (Ulss, Arpav e Provincia) finalizzati alla identificazione e risoluzione delle problematiche ambientali. Di tutto ciò il Comitato ambiente è a perfetta conoscenza, sia perché è stato coinvolto nell’incontro con la popolazione avvenuto presso il Comitato civico di Guarda, in una serata in cui tutti i problemi sono stati esplicitati con chiarezza da tutte le parti, sia perché ha fatto accesso agli atti, quindi il Comitato sa benissimo che i parametri delle diossine dell’Aia 2018 erano entro i limiti ammessi e che i valori da rispettare a partire dal 2019 sono più bassi proprio perché gli enti pubblici sono intervenuti a tutela dei valori ambientali e della salute dei cittadini. Le prescrizioni per ridurre le emissioni in atmosfera della Fonderia e i controlli in corso sono pertanto esclusivo merito degli enti pubblici che hanno affrontato un percorso rigoroso sul piano tecnico, scientifico e giuridico per cercare di migliorare la situazione di Guarda. La ditta sa benissimo – conclude il comunicato – che il suo futuro non può prescindere anche dai riscontri che Arpav produrrà a breve con le analisi di laboratorio compiute sui campioni raccolti»