I negri si siedono davanti, i bianchi dietro“. Sono queste le parole che un ragazzino di undici anni si è sentito rivolgere in uno scuolabus pieno di tantissimi altri bambini, poco distante da Treviso. Quando l’undicenne è salito sul bus, l’autista gli avrebbe chiesto di non occupare i posti anteriori riservati alle scuole elementari, consigliandogli di accomodarsi più in fondo. Ma i sedili posteriori sono le postazioni “vip”, come si può leggere su profilo Facebook della madre che con un messaggio sui social ha denunciato l’avvenimento. Arrivato in fondo il ragazzino è stato prima insultato per il colore della sua pelle da due ragazze di terza media e poi schiaffeggiato e costretto ad indietreggiare fino a doversi sedere per terra.

Arrivati a scuola si è presentato in classe visibilmente turbato e poco dopo è scoppiato a piangere. Raccontando agli insegnanti quanto accaduto ha incontrato la solidarietà di tutti, tanto che il Dirigente scolastico ha invitato tutti gli insegnanti ad affrontare in classe il tema per sensibilizzare tutti sulla gravità dell’episodio.

L’intervento del sindaco

L’episodio di razzismo è arrivato fino al Sindaco di Treviso Mario Conte, che ha deciso di incontrare le due scolare per chiarire subito quanto successo. “Non si tratta di una punizione nei loro confronti, ma è necessario che capiscano la gravità del loro comportamento“. Le ragazzine hanno negato di aver pronunciato quella frase in tono razzista, giustifacando il comportamento dicendo che era una maldestra “citazione” all’episodio in cui Rosa Park è rifutata di cedere il posto a un bianco. “Non potremo mai sapere quale fosse la loro intenzione – spiega il Sindaco -, tuttavia si sono impegnate a porgere delle sincere scuse”. Per ribadire con ancora più forza la gravità del gesto, ieri mattina è salito sullo stesso pulmino anche il comandante dell’unità locale dei Vigili del Fuoco, che ha percorso coi ragazzi tutto il tragitto fino a scuola.