Strumenti musicali: la collezione Cosulich in mostra a Castelfranco

Strumenti musicali: una collezione intercontinentale, democratica, aperta alla suggestione di culture musicali “altre”, frutto della curiosità di un viaggiatore cosmopolita. La Collezione Cosulich, in mostra a Castelfranco dal 13 settembre tra Villa Barbarella e Casa Costanzo è una delle collezioni etnologiche più ricche e varie a livello nazionale: in mostra magnifici strumenti tradizionali delle diverse popolazioni sparse per il globo, spaziando dai sitar indiani ai chitarroni messicani, dalle balalaike russe ai tamburi africani, raccolti nei numerosi viaggi dell’armatore nei cinque continenti. Questa mattina la presentazione alla stampa della rassegna alla presenza dei vertici dell’Amministrazione comunale e del Conservatorio.

Chi era Cosulich

ALBERTO COSULICH -Discendente della storica famiglia di armatori, Alberto Cosulich nasce a Venezia nel 1920 e si laurea in Economia e Commercio verso la fine della seconda guerra mondiale, distinguendosi contemporaneamente come ufficiale di Aeronautica. Sfruttando gli anni del boom economico, si era impegnato ancora giovanissimo in attività di restauro e sviluppo immobiliare a Venezia, riportando all’antico splendore diversi palazzi sul Canal Grande e costruendo intere nuove zone abitative e residenziali a Mestre e dintorni. Contemporaneamente, assieme al fratello Carlo, rilanciò l’attività marittima ed armatoriale che lo avrebbe portato, all’apice dell’attività, a gestire una flotta navale di oltre 250.000 tonnellate.
Negli anni successivi sviluppò attività d’impresa anche in altri settori, dall’industria dell’acciaio all’agricoltura, producendo vini di elevata qualità e creando migliaia di posti di lavoro. È nell’ambito della cultura che Cosulich, consigliere del Banco San Marco, ha lasciato una grande eredità ai veneziani e al mondo. Prima con l’avvio del centro di cultura Cosulich, infine con la nomina nel 1980 da parte del Presidente della Repubblica, su proposta del cardinale di Venezia a primo procuratore di San Marco, incarico che svolse per due mandati consecutivi fino al 1989. In questo periodo, per finanziare i costosissimi lavori di restauro della Basilica e dei mosaici di San Marco, Cosulich si “inventò” assieme all’ingegner Carlo De Benedetti, in qualità di sponsor con l’Olivetti, di portare in giro per il mondo i gioielli di famiglia. Negli anni a seguire furono organizzate le mostre itineranti dei cavalli di San Marco, prima, e del tesoro di San Marco poi, a Londra, Parigi, Francoforte, New York, Tokyo, Los Angeles e Sydney, facendo scoprire e apprezzare a milioni di persone nel mondo gli incredibili ed inestimabili oggetti marciani.

L’idea dell’esposizione

LA COLLEZIONE COSULICH – Acquisita nel 2001 dal Comune di Castelfranco, da subito la collezione è stata pensata all’interno dell’ambizioso progetto conosciuto come “Cittadella della Musica”, un intervento urbanistico che prevedeva la riqualificazione di un’ampia area comprendente la nuova sede dello Steffani, il nuovo auditorium e il Museo degli Strumenti. Nel 2013 da una ritrovata collaborazione tra Comune e Conservatorio, è nata l’idea di un’esposizione di parte della collezione all’interno della sede di Villa Barbarella, grazie a un finanziamento di 25 mila euro del Ministero stanziato per valorizzare questa collezione. “Abbiamo voluto intitolare questa prima rassegna Liutai, Navigatori e Collezionisti proprio in omaggio alla famiglia Cosulich, navigatori triestini che nei secoli andando per mare hanno incontrato culture ed hanno avuto nel DNA la scoperta di strumenti unici ” spiega Donatella Melini, che ha curato il progetto espositivo e il catalogo della mostra.

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La mostra

Venerdì 13 settembre alle ore 16 sarà inaugurata la mostra che, dividendosi tra Villa Barbarella e Casa Costanzo, vedrà esposti 60 dei 200 pezzi della collezione Cosulich. La mostra sarà visitabile i tre week-end di settembre, ed è l’unico evento trevigiano compreso nelle Giornate europee del Patrimonio del MIBAC. L’organizzazione è a cura del Conservatorio Agostino Steffani, dell’Assessorato alla Cultura e del Museo Casa Giorgione. Il progetto espositivo è a cura di Donatella Melini mentre il coordinamento generale è seguito da Nicoletta Billio. Alla mostra è abbinato un ciclo di concerti a cura del dipartimento di Musica Antica del Conservatorio. «Questa mostra è un primo passo per valorizzare i patrimoni dell’Amministrazione comunale – il commento dell’assessore alla Cultura, Franco Pivotti – Un primo evento che anticipa la grande mostra programmata nel 2020 in cui verranno esposti tutti i 200 strumenti della collezione Cosulich. La partnership con il Conservatorio, nel campo della musica è prioritaria e con questa mostra si rafforza; non va però dimenticato l’intero percorso di educazione musicale proposto in Città con il Liceo Musicale e le numerose Associazioni attive.»

Il direttore del Conservatorio, Stefano Canazza: «Grazie al finanziamento di 25 mila euro abbiamo avviato il progetto di questa mostra che coinvolge due sedi importanti della Città: Villa Barbarella e Casa Costanzo. Unire le forze e sinergie con il Comune permette di ottenere risultati importanti. Una mostra che ha anche una grande valenza didattica visto che la nostra Istituzione ospita numerosi studenti stranieri e l’idea è quella di far suonare qualche strumento in rassegne future.»