Nel tentativo di sgomberare da solo un campo rom è stato accerchiato e picchiato dal gruppo di nomad. E’ quanto è successo venerdì sera a Gianni Precoma, sindaco di Caerano di San Marco, nel tentativo di intervenire in prima persona contro l’occupazione nei pressi di Via dell’Artigianato. La famiglia di rom aveva già tentato di insediarsi nel territorio comunale, vicino a Via Lepanto, ma era stata allontanata dall’amministrazione, spostandosi nel luogo dove il primo cittadino è personalmente intervenuto. “Mi sono sentito di intervenire viste le continue segnalazioni che mi sono giunte da parte dei cittadini”, ha spiegato Precoma a Il Gazzettino. Il Sindaco, chiamato dai suoi concittadini “sindaco-sceriffo2, è stato trasportato al pronto soccorso di Montebelluna e ha dichiarato che sporgerà denuncia. “Sono stato letteralmente circondato e pestato”, conclude.

Su Facebook Luca Zaia ha espresso solidarietà verso il collega: “È allucinante che un sindaco di quelli che ama la propria terra, il decoro urbano e vuole tutelare i suoi cittadini, intervenuto soltanto per far osservare leggi e regolamenti, venga pestato brutalmente a sangue. Solidarietà assoluta e fraterna al sindaco di Caerano di San Marco (Treviso) Gianni Precoma, “colpevole” di aver fatto il bravo amministratore. I cittadini onesti e tutti gli amministratori del Veneto si stringono a te”.

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Sulla stessa linea il presidente della Provincia Stefano Marcon: “Esprimo la mia personale vicinanza e solidarietà e di tutto il Consiglio Provinciale al Sindaco Gianni Precoma, vittima di una violenta aggressione fisica soltanto perché, esercitando il suo ruolo, intendeva far rispettare la legge” afferma il Presidente della Provincia di Treviso, Stefano Marcon. “L’episodio, di estrema gravità, va condannato ed i responsabili denunciati e perseguiti; oggi il ruolo di amministratore locale diventa sempre più difficile; il Sindaco, in particolare, è esposto in prima persona e, per questo, ancora di più, è necessario esprimere riconoscenza a quanti dedicano parte della loro vita al servizio della propria comunità”. “Non è tollerabile – conclude Marcon – alcuna forma di violenza, che non può mai trovare giustificazione, da qualunque parte provenga. La condanna di tali gesti sia piena e totale sempre”.

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