“Futuri Ospiti” in scena a Vedelago. La compagnia teatrale di Montebelluna “Futuri Ospiti”, oggi pomeriggio domenica 30 giugno, ha rallegrato gli ospiti ed i loro amici e parenti alla casa di riposo di Vedelago. Domenica prossima 7 luglio, saranno a Caerano per far divertire una nutrita compagnia di giovani più o meno vissuti. Sono una trentina le case di riposo e non solo che la compagnia teatrale (composta da Bruna, Vittorina, Rosa, Guido, Bepi e Bruno) frequenta con spirito di volontariato, per portare gioia, risate e musica. “Questa compagnia – spiega Rosa Poloni – è stata fatta per recitare, oltre che in teatro, soprattutto per fare volontariato nelle case di riposo. Ecco perché “Futuri Ospiti”, perché anche noi , tra poco, saremmo ospiti di una casa di riposo. Il programma è fatto di canzoni e scenette recitate in dialetto, per non dimenticare le nostre radici, gli insegnamenti dei nostri vecchi. Il nostro dialetto fa parte della vita , di tutti coloro un po avanti con gli anni, e se ci pensiamo un po ,parlando cosi,viene subito in mente, quando bambini, seduti sopra un mobile, ascoltavamo le storie dei nostri vecchi, mescolate al profumo della polenta che bolliva nel paiolo appeso alla catena del caminetto in cucina, nella vecchia casa contadina. Frequentiamo regolarmente una trentina di case di riposo della provincia di Treviso, e altre associazioni e feste alletiamo con grosse soddisfazioni, regaliamo emozioni e occhi umidi, con gioia infinita”.

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Rosa Poloni ci ragala una presentazione della Compagnia anche in dialetto: “Anquo’ semo qua par presentar a compagnia teatrale che se ciama “FUTURI OSPITI “che là e fatta dàea Bruna, a Vittorina, a Rosa,Guido, Bepi e Bruno. Stà compagnia la avon messa sù, oltre che par recitar in teatro, pichessia par far volontariato par e case de riposo. Ecco parchè ” Futuri Ospiti “, parchè, anca noaltri, fra poc, saron “OSPITI ” su na casa de riposo. El programma l ‘è fat da dee canson co inframeso dèe scenette recitàe apòsta in diaètto, parchè no voeòn desmentegàr el modo de parlar che me à insegnà i nostri veci. El nostro diaètto el fa parte dèa vita de tutti quei un poc vanti co i anni, e, se ghe pensè na s’cianta, parlando in sto modo, te vièn subito in ment co se iera tosatei, sentai sora a vanduia che se scoltava e storie dei nostri veci, smissiae al profumo dea poenta che a iera drìo boiar in tea caliera picada col cadenòn sòra al larin in cusina, in tea nostra vècia casa contadina”.

Per contatti: brunozavaris e@gmail.com 3381219233