“Non vogliamo accanirci su di una pubblicità in particolare, ma tutelare le diversità all’interno di tutta la produzione di Prosecco”. Esordisce così Innocente Nardi, presidente del Consorzio Prosecco Valdobbiadene-Conegliano DOCG, in merito al polverone sollevato dallo spot del Prosecco Doc della cantina Facchin di San Polo, partner ufficiale della prossima Mostra Del Cinema di Venezia.

Ad indispettire il consorzio di tutela è stato l’utilizzo nell’immagine di una bottiglia di Prosecco non DOCG abbinato allo slogan «Orgogliosi di rappresentare il territorio con il Prosecco frutto di una viticoltura eroica tra le colline da poco patrimonio Unesco».

“E’ necessario comunicare in modo preciso le specificità del territorio, in modo che il consumatore possa rendersi conto delle differenze fra le varie denominazioni. Il Prosecco Superiore Docg viene prodotto da sempre in collina, un territorio molto più arduo da coltivare, che richiede 200 ore di lavoro annue per persona in più rispetto alla pianura dove si coltiva il Prosecco Doc”.

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Una questione di correttezza verso i produttori e i consumatori, quindi, e non un tentativo di polemica o accanimento. “Non parliamo di qualità superiori o inferiori. Il nostro interesse è tutelare le cantine che scelgono la via più dispendiosa. Su 100 ipotetiche bottiglie, infatti, soltanto 18 provengono dal territorio della Denominazione di Origine Controllata e Garantita, 16 da Valdobbiadene e Conegliano e 2 da Asolo. Ci sembra corretto difendere gli interessi di chi sostiene costi più elevati a fronte di una fisiologica riduzione della quantità prodotta”.

Come riporta TrevisoToday, la cantina Facchin ha specificato come fra i suoi vini ve ne siano anche di origine garantite e che la foto incriminata è stata utilizzata soltanto perché quelle scattate alle bottiglie Docg non erano venute bene.