Acquedotto di Conegliano: “Il sindaco dovrebbe autodenunciarsi”. “Anziché dare la caccia al ‘colpevole’ e denunciarlo per procurato allarme, il sindaco di Conegliano si autodenunci per non aver fatto il proprio dovere informando correttamente, da subito, la popolazione. Il problema non è chi ha diffuso il documento, ma chi l’ha tenuto nascosto senza prendere provvedimenti. È inutile che cerchi una via di fuga per coprire le proprie gravi responsabilità: quando in ballo ci sono la salute dei cittadini e l’ambiente, è inammissibile fare certi giochini”. È quanto afferma il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni dopo il caso dell’acquedotto, con le analisi di Arpav dello scorso 29 maggio che avevano rilevato la presenza di batteri fecali superiori alla norma nella fontana pubblica di via Papa Giovanni XXIII e nel rubinetto del bagno del distretto socio-sanitario di via Galvani. Caso su cui ha depositato un’interrogazione indirizzata all’assessore all’Ambiente Gianpaolo Bottacin e all’assessore alla Sanità Manuela Lazzarin.

“Il fatto che le controanalisi siano confortanti e che sia stata effettuata la sanificazione non sposta di una virgola la questione: il sindaco non ha rispettato le prescrizioni dell’Ulss che lo invitava a emettere un’ordinanza di divieto di uso dell’acqua alimentare. se non previa bollitura. Venerdì era infatti arrivata l’indicazione dell’Azienda sanitaria di vietarne l’utilizzo, ma per tutto il weekend l’amministrazione comunale, in maniera assolutamente irresponsabile, ha tenuto all’oscuro i cittadini contribuendo di fatto a creare l’allarme quando la notizia è stata diffusa sui social. Su questi temi deve esserci la trasparenza più assoluta”, insiste il vicepresidente della commissione Ambiente, chiamando in causa la Regione: “Come intende procedere la Giunta Zaia nei confronti del sindaco Chies che, nonostante le analisi di Arpav e la richiesta dell’Ulss, non ha emesso alcuna ordinanza? Ha intenzione di appurare i motivi di questa omissione?”.

Ma Zanoni ha qualcosa da ridire anche sulla gestione dell’acquedotto: “Come mai dalle prime analisi non risultano tracce di cloro? Un’assenza che potrebbe essere indice di un’igienizzazione della rete non efficiente, col rischio che possano ripetersi nuovi casi. Con quale periodicità vengono effettuati i trattamenti igienizzanti e quanti ne sono stati effettuati dal primo gennaio a oggi?  Mi auguro che su questi punti venga fatta assoluta chiarezza e che gli assessori competenti mi rispondano in tempi brevi”.

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