Castelfranco, “Lotteremo per il nostro parco, basta rinvii”. “Non bisogna prendere in giro la gente. Quando sarà piantumato il primo albero del parco di via Forche?”. In un Consiglio comunale ad alta tensione politica, il capogruppo Pd Sebastiano Sartoretto, facendosi portavoce delle istanze dei cittadini che richiedono la realizzazione di un parco tra via Forche e via Verdi, si rivolge veementemente all’assessore ai Lavori pubblici Roberto Filippetto su una questione ormai decennale. Il nodo del contendere è la realizzazione di un parco pubblico in un’area verde adiacente l’Istituto superiore Nightingale, terreno sul quale sono state riscontrate tracce di inquinamento da metalli pesanti, rendendo necessaria una bonifica più complicata dal punto di vista burocratico che tecnico. L’amministrazione vuole inoltre realizzare una palestra collegata alla scuola superiore, che sarebbe finanziata dalla Provincia di Treviso con 2 milioni di euro e che però andrebbe ad erodere ulteriormente lo spazio destinato a parco. La palestra sarà frequentata anche da persone esterne alla scuola, ipotesi che prevedrebbe la realizzazione di alcune tribune a carico del Comune, operazione che tuttavia, come ricordato dall’assessore Filippetto, porterà a dover “rivalutare e rivedere il progetto del parco”. Alle proteste dell’opposizione, che accusano la maggioranza di aver tenuto all’oscuro l’opzione palestra, segue lo sdegno e il rammarico dei membri del Comitato ambiente presenti in aula, che da oltre quindici anni lottano per poter vedere realizzato un parco pubblico in via Forche, spazio pensato come luogo di socializzazione e di rigenerazione urbana, nonché polmone verde utile al quartiere e a tutta la città. I rappresentanti del Comitato, Renata Rettore, Alberto Freschi e Agnese Scalco, commentano: “Siamo molto delusi delle mancate risposte di questa amministrazione, una vera mancanza di rispetto nei confronti di tutti i cittadini che da anni chiedono un parco pubblico. Ancora una volta si privilegia la cementificazione del territorio a discapito dell’area verde: in questo l’amministrazione Marcon è in linea con le precedenti giunte”. Per comprendere al meglio la questione del parco, bisogna tornare ai primi anni Duemila, quando, con Maria Gomierato sindaco, vi è un duro confronto per il destino dell’area dell’ex-fabbrica Pettinatura italica, che la Giunta comunale vorrebbe destinare unicamente a uso scolastico. Nasce un Comitato spontaneo che, forte della raccolta di oltre 3mila firme, riesce a strappare il seguente accordo: dei 22mila metri quadri dell’area, 12mila sono destinati per la scuola, i restanti 10mila per il parco e il campetto di calcio. Tuttavia, mentre i lavori per l’Isis Nightingale proseguono, il parco non viene realizzato: addirittura nasce l’idea di una palestra, per la quale vengono destinati ulteriori 1.700 metri quadri tolti dall’area del parco. Dopo un decennio di stasi, il Comitato presenta un proprio progetto di parco, accolto favorevolmente dal Comune, ma che viene bloccato dall’inattesa scoperta nel terreno di materiali inquinanti (cadmio, zinco, frammenti di amianto, etc.). L’area non appare tuttavia eccessivamente contaminata, tanto da richiedere una bonifica superficiale non particolarmente esosa, ma nonostante ciò la realizzazione del parco resta bloccata. Nel frattempo, l’amministrazione Marcon, che pure in un primo momento si era dimostrata disponibile per il progetto del parco, rimanda di semestre in semestre la questione della bonifica, fino al consiglio di lunedì 29 luglio, quando non fornisce alcuna risposta in merito al parco. Il Comitato promette comunque battaglia: “Non intendiamo mollare e andremo fino in fondo. Noi non siamo contro la scuola o contro la realizzazione della palestra, ma ci opporremo a qualsiasi ulteriore limitazione dell’area del parco”.