Volantinaggio in via D’Azeglio a Treviso: “No al cemento del Piano Casa”. La lista Coalizione Civica per Treviso ha, nei giorni scorsi, avviato una campagna di sensibilizzazione tra i cittadini per dire “No al cemento del Piano Casa”.

“Abbiamo effettuato nei giorni scorsi un volantinaggio per esprimere la nostra solidarietà ai residenti in via D’Azeglio – si legge in un comunicato della Coalizione Civica – che hanno deciso di mobilitarsi contro la realizzazione di un palazzetto al posto di una villetta anni ’20, in una zona caratterizzata da edifici d’epoca con cui mal si concilia la nuova realizzazione. Il progetto è consentito dal Piano Casa della Regione Veneto che a qualcuno ha permesso un modesto ampliamento dell’abitazione per renderla più funzionale, ad altri di realizzare dei veri e propri condomini dove si trovavano delle normalissime case. Secondo il recentissimo rapporto dell’Ispra – prosegue il comunicato -, nel 2018 il Veneto è la regione italiana in cui si è consumato più suolo, con un incremento di territorio urbanizzato di 923 ettari. Alla fine del 2018 il suolo consumato in Veneto era pari a 227.368 ettari, il 12, 40% del totale, contro una media nazionale del 7,64%”.

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Secondo la lista civica del capoluogo in provincia la situazione sarebbe ancora più critica: “Ancora peggiore la situazione della provincia di Treviso che con il 17,11% del territorio utilizzato (42.392 ettari) è seconda in Veneto solo a quella di Padova per suolo consumato rispetto al totale.

Le cose non vanno meglio per la città di Treviso che, con il suo 40,04% di suolo consumato è seconda tra i capoluoghi di provincia veneti solo a Padova per utilizzo di territorio rispetto al totale. In questo quadro gli effetti del Piano Casa regionale sono devastanti perché contribuiscono a un ulteriore consumo di suolo di cui non c’è alcun bisogno, in Veneto e nella nostra città! Nella nostra città, con il ritorno al governo del centrodestra a trazione leghista è arrivata la logica del “cemento responsabile” del Sindaco Conte: non si capisce bene che cosa sia questo “cemento responsabile”, ma sicuramente mette la parola fine a qualsiasi ipotesi di “consumo zero di suolo” a Treviso. Invece, sarebbe esattamente questo ciò di cui abbiamo bisogno, l’azzeramento dell’utilizzo di nuova superficie verde, il rispetto dell’assetto urbanistico della città, della tutela dell’equilibrio di vie e quartieri senza nuove invadenti costruzioni”.