Con Giorgio Sernagiotto alla 24 Ore di Le Mans. Prosegue il “reportage” quasi quotidiano di Giorgio Sernagiotto, il pilota di Caerano San Marco che sabato 15 giugno sarà sulla griglia di partenza. per la terza volta consecutiva, della mitica 24 Ore di Le Mans.

Ieri, mercoledì 12 giugno 2019

A Le Mans la temperatura ambientale è sempre attorno ai 16° ma per i piloti la febbre inizierà a salire di temperatura durante la giornata.

A partire dalle ore 10 e fino alle ore 15 i tifasi hanno avuto la possibilità di camminare lungo la pit-line ed ammirare le vetture mentre i piloti iniziavano la preparazione del veicolo.

Pit-line aperta al pubblico

Alle ore 16 il rombo dei motori ha squarciato il silenzio nella dolce Le Mans. Inizia una sessione di prove libere della durata di 4 ore: i team iniziano a verificare la posizione di guida, a regolare gli assetti, effettuare le prove di cambio gomme e pilota.

Anche se non è caldo il lavoro ai box è frenetico, la concentrazione inizia a salire in tutti gli addetti, i volti dei piloti non sono più rilassati e sorridenti, si notano sguardi veloci e segnali in codice tra i compagni, sono cenni d’intesa o di disappunto per una regolazione che non migliora o quantomeno non fornisce le volute prestazioni del veicolo.

Controlli ed ancora controlli

Piove. Meglio, così si riesce a capire come reagiscono i pneumatici e di conseguenza il veicolo.

Le gomme vengono accarezzate per verificare lo strato superficiale e se ne misura la pressione e la temperatura: si deve controllare la bestia nera che si chiama degrado del pneumatico, cioè la formazione del blistering o del graining.

Lavoro sugli pneumatici

I team manager danno istruzioni per effettuare dei lunghi stint al volante per avere indicazioni sul tempo medio di percorrenza. Poi passano a configurazioni aggressive per capire l’assetto migliore per poter staccare un tempo che consenta di avere una migliore posizione nella griglia di partenza prevista per le ore 15.00 di sabato prossimo.

Briefing dei piloti con l’Ing. Nicola Olivan

Sono tutti in pista e la cosa alcune volte spaventa i piloti che per la prima volta calcano la pista di Le Mans: sono i rookie. I rookie (non vuol dire che sei un pivellino, anche Alonso alla sua prima partecipazione è stato un rookie) devono imparare a guidare guardando davanti, lateralmente e dietro perché le differenze di velocità dei veicoli in pista sono notevoli: la “47” della Cetilar Rancing ha staccato la velocità di punta più alta: 340.1 km/h. Tanto per avere un’idea: ogni secondo di viaggio il veicolo ha percorso un tratto di strada lungo 94.47 m. Altri veicoli stentano ad arrivare ai 290 km/h: i sorpassi all’interno del gruppo di veicoli assomiglia alla danza dell’ape regina nell’alveare.

E il pubblico? Il pubblico può divertirsi a guardare i bolidi che scorrono freneticamente, andare al luna park, mangiare le specialità francesi o, alla sera, andare ad ascoltare un concerto. Le Mans è una festa.

Dalle ore 20.30 alle ore 21.30 ancora test.

Alle ore 22.00 le cose iniziano a farsi serie e i sorrisi nei protagonisti svaniscono: sono due sessioni da un’ora ciascuna, tutti i piloti devono compiere almeno 5 giri del circuito, che misura 13.626 km, e staccare un buon tempo.

La tensione nel volto di Christian Pescatori direttore sportivo del team

Se pioverà durante la notte e nei prossimi giorni i tempi saranno validi per lo schieramento di partenza. Coperti i cinque giri ci si concentra di nuovo sulla messa a punto del team.

Start per un altro giro

I piloti ripassano mentalmente le singole curve, i punti d’appoggio sui cordoli e i punti da cui stare lontani.

Tutto memorizzato.

Prepararsi per un altro sting

La “47” di notte

Tranquillo Roberto …

Al termine della sessione di prove libere condizionata nelle fasi iniziali dalla pioggia, che è comunque servita a provare delle modifiche e a completare un bel po’ di chilometri, è stato Sernagiotto, entrato quasi subito in pista, a stabilire nel turno ufficiale il migliore responso di 3’29”748.

Ecco cosa hanno detto i piloti dopo il primo turno di prove.

 

Roberto Lacorte. “Le prime impressioni sono buone. Giorgio in qualifica è andato veramente forte. La vettura va bene e sul veloce è proprio un’altra cosa rispetto allo scorso anno; abbiamo fatto un bel passo avanti. C’è ancora qualche cosa da migliorare sulla frenata, per essere più efficaci nelle chicane. Per il resto direi che siamo sulla buona strada. La nostra Dallara è molto stabile e semplice da guidare. L’ho visto anche nel mio turno di guida, quando ho incontrato molto traffico, riuscendo a fare traiettorie aggressive”.

Giorgio Sernagiotto. “Le prime quattro ore di prove libere sono state condizionate dalla pioggia e quindi abbiamo cercato solo di fare sostanzialmente dei chilometri per provare le modifiche che abbiamo sviluppato in questi giorni di pausa, dopo il test day. In qualifica, appena entrato ho fatto un tempo che a livello assoluto ci soddisfa. Dal punto di vista della classifica abbiamo concluso tredicesimi, che non è male. Anche se io speravo in qualcosa di meglio. Sinceramente sono convinto che abbiamo ancora del margine per provare a fare di più nelle sessioni di oggi. Un margine che probabilmente hanno anche gli altri. Se riuscissimo a confermare questa posizione, sarebbe molto buono per noi”.

Giorgio su Eurosport

Andrea Belicchi. “Quella di ieri è stata una giornata positiva. Nonostante il meteo non ci abbia aiutato nella prima parte, con la pioggia che veniva e andava, siamo riusciti a svolgere il nostro lavoro di messa a punto. Non siamo ancora al cento per cento, ma stiamo andando nella direzione giusta. La vettura non ha avuto alcun problema e siamo anche piuttosto contenti di come ci siamo posizionati. Adesso bisogna guardare le cose in ottica gara”.

Domani il gioco si farà duro. Ma è un altro giorno.

Good Night and Good Luck, Giorgio.

Sembra ieri quando vi siete incontrati (Giorgio e Roberto)

Il nostro uomo in pista: Emanuel Richelmy. Grazie Emanuel