L’uomo del Monte ha detto «No» alla “cordata Palumbo”. Il futuro del Montebelluna Calcio 1919 resta ancora in sospeso, dopo che i referenti della società di via Biagi hanno smentito la pista che in questi giorni si era fatta strada, ovvero l’impegno a capo di una cordata di imprenditori di Nicola Palumbo, presidente dell’Ente Palio, forte della sua esperienza professionale nella Juventus, con l’affiancamento dell’avvocato Andrea Zamprogno, detentore di un tesserino di agente Fifa. La cordata sembrava aver anche stabilito un prezzo simbolico di 1 euro, oltre ad investimenti annuali tra i 200 e i 300 mila euro; ma non se n’è fatto nulla. Rimane chiara l’intenzione della proprietaria del Montebelluna Calcio 1919, Cristina Nobrutti, vedova del presidente Marzio Brombal scomparso recentemente per un attacco cardiaco, di cedere la società. In ballo c’è l’iscrizione al campionato di serie D (scadenza il 30 giugno) e tutta l’attività delle squadre giovanili, che costituiscono da sempre la punta di diamante della società biancoceleste: il vivavio è infatti il vero punto di forza ed è stato capace di conquistare ben sette scudetti nelle diverse categorie.
Dal punto di vista finanziario il Monte naviga in buone acque, proprio grazie al lavoro di risanamento operato da Brombal nei suoi sette anni alla guida della società. L’obiettivo dell’attuale dirigenza è non solo di vendere la società, ma di trovare nuovi proprietari che abbiano a cuore il futuro ed un ulteriore rilancio dell’attività sportiva, con tutto il suo impatto economico e in termini di valore sociale. Una ventina di giorni non sono molti per chiudere la trattativa, perfezionare il passaggio di proprietà e formalizzare l’iscrizione al campionato 2019/20; al di là dei nomi usciti in questi giorni e dell’ipotesi, comprensibilmente non molto gradita in città, di fusioni con altre compagini e trasferimenti dell’attività in altra sede, pare ci siano trattative riservate in corso. Nessuno vuole pensare allo scenario peggiore, ovvero alla scomparsa dal panorama calcistico regionale e nazionale del Montebelluna, carico della sua storia centenaria, con una Coppa Iatlia dilettanti vinta nel 1971.
I tempi sono stretti ed i giochi saranno presto svelati perché entro il mese il passaggio del testimone dovrà essere effettivo, pena la mancata iscrizione del Calcio Montebelluna 1919 che in questo modo non potrà giocare al prossimo campionato. Le tante persone che ruotano intorno alla società sportiva cittadina sono con il fiato sospeso, in attesa di conoscere il responso delle trattative in corso. Lo scopo è trovare uno (o più uomini) che al Monte dicano sì.