Manuela Giugliano, Istrana è ai Mondiali di Calcio. Ai Mondiali di calcio femminile Francia 2019 tra le giovanissime del gruppo azzurro c’è anche una trevigiana. Le ragazze della coach MilenaBertolini sono scese in campo cariche e decise: questo Mondiale lo vogliono vincere. E la prima è andata bene. Ottime le prestazioni delle italiane, tra cui spicca anche Manuela Giugliano: un grande orgoglio per la Marca. E’ lei il cervello decisivo vero e proprio della partita. La regista della nazionale azzurra rapida e scaltra nel pensiero e nell’esecuzione è nata a Castelfranco e a Valenciennes la maglia 23 ha dato visibilità al suo talento. Manuela, che abita a Istrana con i suoi genitori, esprime così il suo amore per il calcio: “Essere una calciatrice per me è vita e soprattutto passione.

La mamma la vedeva pallavolista, ma il desiderio di Manuela era un altro e sin da piccola il pallone non lo voleva lanciare con le mani, ma con i piedi. “Inizio a giocare nel campetto vicino casa, con mio fratello, mio padre e tutti i suoi gli amici, mi portavano sempre con loro”. La mini-Pirlo, che si racconta in un video della Figc, non si è di certo scoraggiata quando erano tutti maschietti quelli che giocavano con lei e “Ovviamente ero io l’unica femminuccia a giocare in mezzo a loro e” -come ricorda lei scherzosamente- “avevo uno spogliatoio a parte”. Le prime giocate sono state proprio sul campo di Istrana e fin da subito la voglia di giocare era tanta: “Non appena appoggiavo la borsa in spogliatoio sentivo già il profumo di partita”. Classe 1997, Manuela muove i primi passi con la squadra la squadra mista dell’Istrana fino all’età di 11 anni, per poi passare al Barcon per due anni, con il suo mister Matteo Schiavon, e nel frattempo esordisce negli Under 17. Il salto successivo la porta in Serie A, diventa così centrocampista del Pordenone. In seguito partecipa ai Mondiali di categoria in Costa Rica. “Per me è un ricordo stupendo che ho vissuto in nazionale”, parla così Manuela della partita contro il Venezuela nella finale per il terzo-quarto posto. La sua carriera prosegue in due squadre sarde e nell’estate del 2016 è chiamata anche all’Atletico Madrid, ma non era quello il suo ambiente e ritorna così in Italia: prima con l’Agsm Verona e poi con il Brescia, infine approda al Milan. Molte sono le persone che l’hanno sostenuta: “La mia famiglia soprattutto, mia mamma, mio papà, mio fratello e tanti allenatori che ho avuto e che mi hanno insegnato tanto”. Non risparmia di certo i ringraziamenti: “E’ importante dire che i miei genitori hanno fatto tanti sacrifici, anche nel portarmi a fare allenamento la sera tardi e nel venirmi a prendere”. E la mamma che vedeva per lei un altro tipo di carriera sportiva? Alla fine la determinazione di Manuela l’ha convinta. “Ringrazio soprattutto mia madre. Sembra un po’ scherzoso, ma lavarmi i vestiti dell’allenamento, quando tornavo a casa tutta sporca è uno dei tanti sacrifici importanti”.

E ora che la maglia azzurra è tutta sua, non resta che dar vita a questo grande sogno. “La maglia azzurra per me è passione, determinazione e soprattutto sacrificio. Ovviamente rappresenta la mia nazione e quindi onorerò questa maglia fino alla fine”. Lo scenario ora è tutto da colorare d’Italia e Manuela non vede l’ora: “ Il Mondiale me lo immagino azzurro perché c’è l’Italia e ci siamo noi” e aggiunge che “la qualificazione che ci siamo conquistate sta dando una svolta e penso che farà cambiare il calcio femminile italiano”.

Il Mondiale infatti mancava da vent’anni e la Giugliano con emozione dice: “La partita Italia-Portogallo me la ricordo come la qualificazione al nostro mondiale. A inizio partita ricordo benissimo la videochiamata che ho fatto con i miei genitori e mia zia, mi ha dato una carica incredibile e, a quanto pare, mi ha portato veramente fortuna”. L’obiettivo finale sarà difficile da raggiungere, ma vale la pena provarci. I sogni potrebbero realizzarsi: “Tutte insieme potremmo fare grandi cose” aveva scritto Manuela su Instagram, dopo l’ultima amichevole, prima di volare a francia 2019.